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Nuove regole portieri

Cambiano ancora le regole per i Portieri. Tutte le novità 

05/03/2019

L'IFAB sta rivedendo il regolamento del calcio è nei giorni scorsi ha cambiato altre regole. Vediamo cosa cambia per i portieri


La prima regola era stata già definita in Gennaio, ma oggi ufficialmente ne sono state approvate altre, e molte di queste riguardano i portieri, vediamo quali:


RIMESSA DEL PORTIERE. Il cambio che più impatterà sul gioco. Oggi, in caso di rimessa dal fondo del portiere (o di punizione in area per chi difende), nessun giocatore può ricevere palla prima che questa esca dall’area. Situazione antisportiva: al difensore pressato basta mettere un piede in area per interrompere il gioco. Da giugno, mentre l’attaccante deve restare fuori fino al tocco del portiere, il difensore può ricevere in area e cominciare l’azione con i piedi. Si va verso la filosofia di gioco moderna di impostazione palla al piede: ne trarranno vantaggio le squadre più tecniche o quelle meglio organizzate tatticamente.

CALCIO DI RIGORE: La regola voleva che un portiere, al momento di un calcio di rigore, restasse immobile sulla linea di porta. Con le nuove regole il portiere avrà ora la possibilità di avere un piede oltre la linea. Se i piedi oltre la linea saranno due il Var potrà intervenire e far ribattere il rigore in caso di parata.

TOCCO DELL'ARBITRO: Se il tocco dell’ arbitro provocherà un assist, un gol o un break a favore dell’altra squadra, gioco fermo e palla a favore di chi la stava giocando (in area, palla sempre al portiere).

RETROPASSAGGIO: Se il portiere, giocando il pallone coi piedi su retropassaggio, lo svirgola, può rientrarne in possesso senza che sia più punizione indiretta.
GOAL DI MANO: Annullato. Di fatto gli arbitri applicano già questa regola non scritta, ma da domani il divieto sarà legge: se la palla entra in rete dopo un “mani”, per rimpallo o tocco involontario, non sarà mai gol.

Morbo di Osgood-Schlatter: un problema dei giovani atleti.

Articolo di Dott. Alberto Lugli

Il morbo di Osgood-Schlatter,altresì noto come osteocondrosi dell’apofisi tibiale anteriore fu descritto per la prima volta nel 1903 a opera di un ortopedico statunitense, Robert Bayley Osgood, e di un chirurgo elvetico, Carl Schlatter.
Le osteocondrosi giovanili, patologie che interessano i nuclei di accrescimento osseo, sono relativamente benigne e subiscono spontaneamente una regressione.
La patologia interessa sia femmine che maschi, ma in questi ultimi la frequenza è tre volte superiore.
Nei maschi si manifesta generalmente nel periodo compreso tra gli 11 e i 15 anni di età, mentre nelle femmine in quello compreso fra gli 8 e i 13 anni; ciò è dovuto al fatto che nel sesso femminile il processo di ossificazione dell’apofisi tibiale inizia più precocemente.
Nel 25% dei casi, la patologia colpisce bilateralmente.
Solitamente, i soggetti colpiti dal morbo di Osgood-Schlatter sono bambini/ragazzi che praticano sport in modo attivo, si riscontra specialmente in quelli che usano largamente il muscolo quadricipite (come accade, per esempio negli sport di salto come nell’atletica, nel basket, nel calcio, nella danza, nel pattinaggio ecc…); la patologia è dovuta infatti alla ripetuta azione traumatica causata dalla trazione del tendine rotuleo sulla sua inserzione a livello dell’apofisi tibiale nella fase di contrazione del muscolo estensore della gamba. Sul nucleo di accrescimento si esercitano, quindi, potenti forze traenti, che, in un certo senso, si oppongono alla sua ossificazione e ne impediscono l’unione con il resto della tibia.
La sintomatologia del morbo di Osgood-Schlatter è caratterizzata da un dolore SPECIFICO e presente elettivamente sulla TUBEROSITA’TIBIALE ANTERIORE durante l’attività sportiva,ma anche nel salire o scendere e scale o nel fare una accosciata.

Il dolore può persistere per un periodo variabile di 3-4 mesi fino a 12,generalmente localizzato a livello del terzo inferiore del tendine; talvolta però si riscontra un’irradiazione verso la rotula o la tibia; l’intensità del dolore è maggiore al termine dei movimenti di flessione o di estensione del ginocchio; in alcuni casi è possibile riscontrare la formazione di una tumefazione locale.

Una complicanza abbastanza frequente della sindrome di Osgood-Schlatter è la formazione di una salienza ossea che in genere è abbastanza piccola e non procura dolore a meno che non sia sottoposta a una discreta pressione diretta; in alcuni casi è possibile la formazione di calcificazioni intra-tendinee che potrebbero essere, in età adulta, causa di processi infiammatori. Un’altra complicanza, invero molto rara, che potrebbe verificarsi è il distacco della tuberosità tibiale.

L’indagine diagnostica per eccellenza, nel caso si sospetti la sindrome di Osgood-Schlatter, è l’esame radiografico; il reperto radiografico mostra spesso una tuberosità tibiale dall’aspetto irregolare e in qualche caso frammentato.

L’indagine radiografica, oltre a precisare lo stadio di evoluzione della malattia, consente di verificare la presenza o meno di altre forme di osteocondrosi a carico del ginocchio.

Quindi è opportuno ed importante rivolgersi direttamente ad un medico (e non a massaggiatori o fisioterapisti), perchè solo se la diagnosi è corretta,la terapia intrapresa risulterà poi efficace.

L’approccio terapeutico è abbastanza semplice e si avvale:
1. riduzione o sospensione dell’attività sportiva traumatica che,a seconda del grado di gravità della malattia, potrebbe durare diverse settimane o addirittura alcuni mesi.
2. ricorrere in fase acuta alla crioterapia e a farmaci di tipo analgesico preferibilmente locali.
3. stretching della muscolatura interessata.
4. Tutti gli altri trattamenti sono solo palliativi senza alcun senso.

Il ricorso alla chirurgia è da considerarsi un’evenienza molto rara, da riservarsi a casi particolarmente gravi.

Superata la fase acuta, quando il quadro clinico lo permette, è possibile iniziare la fase rieducativa, primo step di una lenta, ma graduale ripresa dell’attività sportiva; il programma rieducativo avrà lo scopo di rinforzare la muscolatura, soprattutto il quadricipite e i muscoli ischio-crurali.

In questa fase di ripresa è possibile praticare sport atraumatici come il nuoto, eccezion fatta per lo stile a rana, e il ciclismo, ovviamente su percorsi facili e pianeggianti.
Il decorso della malattia è generalmente benigno

Dr. Alberto Lugli www.albertolugli.eu

comunicato ufficiale allenatori 2018

Nel file trovate le ultime disposizioni della fedrerazione per l'obbligo delle Società a tesserare solo allenatori iscritti ai ruoli tecnici.

FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO
COMUNICATO UFFICIALE N. 69

Nuove regole per le Società

Calcio Dilettanti: dal 2020/2021 solo allenatori abilitati dal Settore Tecnico di Coverciano anche nei settori giovanili.  

 

Allenatori, si cambia. E’ una rivoluzione copernicana che ribalta le prospettive e i progetti delle società dilettantistiche soprattutto per quanto riguarda il settore giovanile. In pratica da questa stagione in avanti tutti club dovranno dotarsi di allenatori abilitati dal Settore Tecnico di Coverciano.  Il comunicato n. 69 emesso dalla Figc che riguarda il “Regolamento del Settore Tecnico” ha gettato nel panico il mondo del calcio dilettantistico. Un gran numero di società, soprattutto di Prima, Seconda e Terza categoria, annovera, tra gli allenatori delle giovanili, persone che fanno del  volontariato.  A chiarire i punti oscuri del comunicato la riunione dei club bergamaschi organizzata dalla Dir Sport e presieduta da Francesco Salvi che, per l’occasione, ha invitato Beppe Baretti, presidente del Crl, Giovanni Capoferri, delegato provinciale Figc, Massimo Ruggeri, presidente Aiac, e Paolo Donini, presidente degli arbitri bergamaschi. Gli interrogativi posti dagli esponenti delle varie società, per la verità una presenza non particolarmente folta, sono stati sciolti da Nado Bonaldi, delegato nazionale Aiac nonché coordinatore dei corsi di abilitazione. Ecco cosa esplicita il nuovo regolamento.

 Le novità introdotte dalla nuova formulazione del Regolamento del Settore Tecnico saranno attuate a partire dalla prossima stagione attraverso un percorso graduale per arrivare a regime nella stagione agonistica 2020/2021. Nel dettaglio, ecco quali saranno i principali cambiamenti per i requisiti che gli allenatori dovranno possedere per allenare a livello giovanile e nel calcio femminile e quelli riguardo la figura degli allenatori dei portieri.

  1. Categorie giovanili di base: per allenare le squadre comprese nelle categorie Piccoli amici, Primi calci, Pulcini ed Esordienti (fascia di età 5/12 anni), le società dovranno dotarsi di un allenatore qualificato per ogni categoria a partire dalla stagione 2020/2021. Le squadre Piccoli Amici e Primi Calci potranno essere allenate anche da preparatori atletici abilitati, da laureati in Scienze Motorie o da diplomati ISEF. Fin dalla prossima stagione, inoltre, ogni società che svolga attività in almeno una delle categorie di base dovrà tesserare un Responsabile Tecnico con la qualifica di allenatore abilitato dal Settore Tecnico.
  2. Categorie giovanili agonistiche: la conduzione tecnica di tutte le squadre dovrà essere affidata ad un allenatore abilitato dal Settore Tecnico. Per la categoria Giovanissimi Provinciali tale norma scatterà dal 2019/20. Per il campionato giovanile di Lega Pro “Berretti” dalla stagione 2020/2021 ogni società dovrà tesserare un allenatore ‘UEFA A’. Fino a quella data la norma prevede in via transitoria la possibilità di tesserare un allenatore abilitato ‘UEFA B’.
  3. Categorie dilettanti: viene istituita la figura dell’Allenatore dei Dilettanti Regionali, che potrà allenare in tutti i campionati dall’Eccellenza alla Juniores Nazionale/Regionale/Provinciale. L’abilitazione si consegue frequentando Corsi centrali, regionali o provinciali. Nel campionato Juniores Provinciali l’obbligo di tesserare un allenatore qualificato (‘UEFA B’, ‘Dilettante’ o ‘dei Dilettanti Regionali’) scatterà dalla stagione 2020/21.
  4. Categorie Calcio femminile: vengono innalzati i requisiti minimi per poter allenare nei due principali campionati. In Serie A, dove prima bastava la qualifica ‘UEFA B’, dal prossimo anno si renderà necessaria l’abilitazione ‘UEFA A’. In serie B lo stesso obbligo entrerà in vigore dalla stagione 2020/2021. Sono stati inoltre definiti standard minimi anche per le squadre militanti nel nuovo campionato ‘Interregionale’, in Serie C e in Serie D, dove fino ad oggi non era previsto alcun vincolo: dal 2019/20 sarà obbligatorio avere in panchina un tecnico qualificato ‘UEFA B’/Allenatore Dilettante/Allenatore Dilettante Regionale.
  5. Allenatore dei portieri: per la Serie A, B e C, dalla stagione 2019/2020, interviene l’obbligo di tesserare per ogni squadra un allenatore dei portieri; per la Serie D dalla stagione 2020/2021 è stato inserito l’obbligo di tesserare un allenatore dei portieri qualificato, anche con il nuovo ruolo di ‘Allenatore di Portieri Dilettanti e di Settore Giovanile’ la cui abilitazione si consegue frequentando, con esito positivo, Corsi regionali o provinciali organizzati dal Settore Tecnico che ne stabilisce i programmi e l’attuazione. Ogni Società che svolga attività nel Settore Giovanile o di Base dovrà inoltre dotarsi di almeno un tecnico specifico”.

esordienti

GROSSETO  giugno 2018 – Il calcio giovanile inizia a cambiare pelle e già dalla prossima stagione calcistica è prevista una novità sostanziale, introdotta dalla Figc, per migliorare la qualità del gioco dei settori giovanili, le caratteristiche dei singoli e soprattutto il divertimento dei ragazzi. All’atto, infatti, c’è la scelta di ritardare l’introduzione del calcio a 11 che spetterà solo alla parte agonistica, ovvero dalla categoria Giovanissimi in poi. Per quanto riguarda gli Esordienti, invece, si continuerà a giocare 9 contro 9, anche nella fascia di età più avanzata. Una novità parzialmente introdotta nella stagione 2017/2018, ma che dalla prossima non ammetterà più deroghe in merito.

Da questa nuova introduzione ha preso spunto Pasquale Silvestro, match analysis professional, nonché allenatore del settore giovanile Uefa B che, in questa stagione, ha diretto gli allievi regionali della Nuova Grosseto Barbanella. All’incontro, voluto dalla Figc, presente con il responsabile del centro studi regionale Marcello Gori e con il responsabile tecnico provinciale dell’attività di base Leonardo Fanciulli, hanno partecipato numerosi allenatori e istruttori della provincia di Grosseto. Un incontro molto partecipato, durante il quale non sono mancati gli spunti di riflessione e il dibattito è stato vivace. Unico comune denominatore la volontà di migliorare la qualità dei settori giovanili e la crescita dei ragazzi, unita al sano divertimento. Pasquale Silvestro, nell’illustrare le novità che verranno introdotte nella prossima stagione, è partito da alcuni dati statistici piuttosto semplici ma significativi.

Da una ricerca è infatti emerso che nel 4 contro 4 il pallone finisce fuori dal rettangolo di gioco per l’8% del tempo totale, nelle gare 7 contro 7, i tempi morti aumentano fino al 14%, mentre a 11 salgono fino al 34%. Basti pensare che ogni 4 partite giocate 9 contro 9 è come se si fossero disputate 5 gare nella modalità a 11. Da qui l’idea di fare un passo indietro sugli Esordienti, proponendo un calcio a 9 che tra le altre cose si allinea perfettamente con tutto il resto d’Europa. Tanti però, i dati statistici raccolti che avvalorano la scelta della Figc di un calcio a 9 per l’intera categoria di Esordienti: oltre alla riduzione dei tempi morti, maggiori tocchi del pallone, maggiori tiri in porta, maggiori gol e soprattutto maggiore coinvolgimento da parte dei ragazzi nelle singole azioni, senza tralasciare l’aspetto relativo al portiere, non più costretto a difendere una porta troppo grande per la sua statura.

Una svolta che potrebbe risultare significativa e che, in ogni caso, verrà costantemente monitorata attraverso l’analisi dei dati e il monitoraggio delle gare tra Esordienti già a partire dalla prossima stagione.